⚠️🐢 In questi giorni i cittadini olgiatesi hanno potuto notare che il laghetto del Parco Carducci sta subendo un intervento di manutenzione straordinaria che lo renderà più bello e godibile.
Il Comune si è dovuto occupare della trentina di tartarughe d’acqua e delle due carpe presenti, che sono state temporaneamente collocate in una vasca.
Grazie alla collaborazione di una Associazione Animalista, 24 tartarughe hanno trovato casa in un luogo più idoneo e confortevole ma che comunque, ha comportato un costo a carico della collettività.
Da tempo l’abbandono di tartarughe d’acqua, in particolare delle testuggini Trachemys scripta, è seguito con attenzione dalle istituzioni competenti.
Adottate con poca consapevolezza soprattutto negli anni 90, quando venivano acquistate per poche migliaia di lire alle fiere e alle feste di paese, per tanto tempo sono state oggetto di importazione incontrollata.
Si tratta infatti di specie importate provenienti originariamente dalle acque degli USA le quali sono fondamentalmente onnivore.
Mangiano tutto quello che trovano, devastando flora e fauna acquatica degli habitat dove vengono ricollocate.
Esattamente quello che è accaduto anche in Italia e nel laghetto del Parco Carducci.
Dal 2018, data di entrata in vigore del decreto sulle specie aliene, la detenzione di esemplari di Trachemys scripta scripta (tartaruga d’acqua dalle orecchie gialle), Trachemys scripta elegans (orecchie rosse) e Trachemys scripta troostii (guance bianche)
deve essere denunciata, considerato il divieto di commercializzazione, di introduzione sul territorio nazionale o di rilascio in natura.
Anche l’art. 53 del nostro Regolamento comunale di Tutela Animali, si occupa delle Tartarughe acquatiche, e prevede che :
E’ fatto obbligo ai detentori di tartarughe acquatiche palustri di origine alloctona (specie Pseudemys, Trachemys, Chrysemys), la cui detenzione è sconsigliata, di inviare comunicazione di possesso all’UTA.
E’ bene ricordare che abbandonare una tartaruga comporta la violazione della legge e crea importanti danni all’ecosistema esistente, danneggia irrimediabilmente la biodiversità di quell’area e rischia di provocare la morte di tanti pesci e della flora acquatica.
Lo stesso art.53 ribadisce che : E’ fatto divieto di abbandono di detti esemplari in qualsiasi struttura artificiale o nell’ambiente.
La violazione dell’obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 75 a euro 450.
Quindi il Comune ri-immettera nel laghetto le due carpe e 4 tartarughe rimaste.
Nessuno è autorizzato ad immettere altre specie.
Ne va del benessere degli altri animali e dell’ecosistema.
Gli animali non sono giocattoli e, anche in questi casi, serve tanta consapevolezza e tanto senso di responsabilità.